Water Village in Sharjah

Project: Water Village in Sharjah
Designed by 
Office of Architecture
Location: Sharjah, 
United Arab Emirates
Website: 
www.ferrater.com
Water Village in Sharjah project is coming from the drawing board of Office of Architecture, discover more of their solution after the jump:

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http://www.archiscene.net/location/united-arab-emirates/water-village-sharjah-office-architecture/

Muskoka Cottage Builder

http://freshome.com/2012/02/01/canadian-muskoka-boathouse-and-seasonal-residence/

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Per quelli di voi che cercano di costruire una casa-barca, quest’ultima con residenza stagionale può essere l’ispirazione che stavi cercando. Situato a Muskoka Lakes, Ontario, Canada, la costruzione che prende in prestito il nome della sua posizione è una ristrutturazione di una darsena esistente con una di 600 metri quadrati secondo piano suite e terrazza sul tetto aggiunta. Dopo aver visto il disegno del Fraser Residence , possiamo indulgere in ammirando questa moderna costruzione in legno del Muskoka Boathouse . Progettato dagli stessi Christopher Simmonds Architetti , Muskoka Boathouse è descritto dai suoi creatori: ” Situato alla fine di una stretta baia, il design della nuova darsena media tra panorami estesi verso l’ampia vista del lago lontano e l’immediatezza di la costa boscosa chiuso della baia. Il progetto prevede un obiettivo di queste viste diverse così come un foglio di riparo alle brezze del lago aperte e il traffico di acqua. Una nuova scala esterna posizionata sul ponte inferiore è stato introdotto come un gesto di benvenuto nel collegare il ponte inferiore al secondo terrazzo sul tetto piano.
La seconda storia è concepito come un autosufficiente cabina di sonno ed è composto da una camera da letto, un bagno tre pezzi, un angolo cottura e spazio di vita collegato. La cabina combina materiali rustici con minimalista dettagli per creare un riparo personaggio ma contemporaneo per gli spazi interni. La cabina è costruita come una posta ibrida e trave / legno struttura del telaio con perno a vista travi del tetto abete di Douglas e decking. Incorniciato su tre lati con borchie in legno e le aperture perforate, il quarto lato della cabina si apre alla terrazza sul tetto con un post e fascio struttura a vista e ampie vetrate. Pannelli in multistrato di abete Douglas vengono utilizzati in tutto e sono in contrasto di colore e finitura da pavimenti in legno Ipe e dettagli sia all’interno che all’esterno. Il rivestimento esterno del volume principale della darsena è chiaro macchiato cedro rosso occidentale, utilizzato in orizzontale al piano terra e in verticale sopra per definire i due usi programmatici per l’edilizia. Pannelli di cemento e schermi Douglas forniscono la terrazza esterna con la privacy. Guardie scale sono in acciaio incorniciate con un tamponamento rete metallica e aggiungere un ulteriore livello di dettaglio nautico per l’effetto complessivo del progetto. “

Oslo, museo di Arte Moderna Astrup Fearnley

OSLO – Renzo Piano ha realizzato il nuovo museo di Oslo che raccoglie la collezione Astrup Fearnley ewd alcune opere tra le più gettonate dell’arte contemporanea. L’opera si presenta come una nave ed è divisa in due da un canale che separa le parti dell’edificio. L’edificio è munito di due vele di vetro che arrivano al suolo. L’idea è quella di unire l’arte alla natura, la visione di quadri e sculture alla contemplazione della natura.

Italia Oggi dedica un articolo al museo di Renzo Piano:

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“La Fondazione Astrup Fearnley, creata da una grande famiglia di armatori norvegesi, cerca di non farsi scappare nulla che possa arricchire la struttura, sia dal punto di vista dell’immagine che da quello della sostanza. Così non mancano Michael Jackson in compagnia del suo scimpanzé Bubble, i quadri di Hulk e i delfini gonfiati. Poi l’intero bestiario di Damien Hirst, con tanto di intestini di mucche, vitelli e montoni. Ancora, la più grande collezione mondiale di Matthew Barney”.

 ”Ma, al di là di queste icone, il museo ricco di 1.500 opere sa anche aprire percorsi finora sconosciuti, grazie all’intervento dell’islandese Gunnar Kvaran, che dirige la struttura da una decina d’anni e consiglia i proprietari in tutte le operazioni di acquisto. Egli spiega che una delle caratteristiche dell’Astrup Fearnley è quella di continuare a sopravvivere agli artisti, qualunque sia la variazione del loro valore nel tempo”.

 ”Ovviamente, in questa prospettiva, il dialogo fiducioso con i grandi mercanti d’arte si rivela di fondamentale importanza. Inoltre viene dedicato parecchio tempo alle ricerche nei paesi emergenti. È il caso di India, Cina e Brasile, anche se la presenza americana, che fa tendenza, è sempre al centro dell’attenzione

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Dato che i programmi del museo sono ambiziosi, si è deciso di investire per creare una nuova sede. E chi meglio dell’architetto genovese poteva realizzare un’opera all’altezza delle aspettative? Ancora Italia Oggi:

   “I programmi, dunque, sono ambiziosi. Proprio per questo si è deciso di investire in una nuova sede, all’altezza dei tempi e della filosofia del museo, che trasmette innovazione e apertura culturale. Tutto è cominciato quando un promotore ha contattato il museo per proporre un accordo: nell’ambito dell’operazione immobiliare che era stata pianificata per il porto, è stata negoziata con la municipalità la presenza di uno spazio culturale. Se la Fondazione Astrup Fearnley fosse stata favorevole, sarebbe stato possibile insediarvi l’intera sua collezione a costo zero”.

“Così è stato, non senza che il direttore della struttura ponesse alcune condizioni: la superficie avrebbe dovuto essere il doppio del previsto. Oslo ha detto sì. Un’iniziativa nuova, pianificata da privato a privato, per un paese di tradizione socialista, che ha fatto storcere il naso a più di una persona. Tanto più che altri musei pubblici, dal Munch al nazionale, faticano a svilupparsi. Ma questo, probabilmente, non è un buon motivo per bloccare progetti alternativi, che alla fine arricchiscono la proposta culturale della capitale norvegese”.

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L’architettura che galleggia sull’acqua

Fratelli Wilde

Sulla riva meridionale del lago di Geierswald in Germania sono ancorate due case vacanza galleggianti.
Un esempio di complementarietà fra natura e design, tecnologia e tradizione compositiva, azzardo linguistico e rispetto per l’ambiente, grazie all’utilizzo delle tecnologie Prefa.

Il primo impatto con le due case galleggianti non lascia adito a dubbi in merito alla forza compositiva con cui esse si pongono nei confronti dell’immediato contesto.
Un linguaggio scevro di espressioni dialettali ne fa una grammatologia della composizione moderna caratterizzato da una pelle in alluminio alternata a pareti trasparenti che spicca dal grande specchio d’acqua e si relaziona immediatamente con l’intorno, con una tessitura disegnata per creare una vibrazione continua della luce e del colore nelle mutevoli condizioni del giorno e delle stagioni.

I fratelli Wilde, costruttori e architetti, hanno investito ben sei anni in un intenso
lavoro di progettazione e costruzione delle case galleggianti del resort di Forst (Lausitz).

 

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